lunedì 12 ottobre 2009

NOBIL NOBEL


Sabato scorso sono stato informato dal mio fantastico nipote undicenne, tra una richiesta dell’ultimo numero di Tex e il sollecito a scrivere il nuovo urlo della muta scout di cui fa parte, che il presidente americano Obama era stato insignito del premio Nobel per la pace, ho appreso più tardi che anche lui, come me, è stato avvisato della cosa dalla figlia, appena alzato.
Dopo un breve istante di sconcerto per questa piccola cosa che ci accomuna e ci rende un poco simili (lui però non ha il piacere di fare ancora parte del team), ho perso un po’ di tempo a pensare, come molti altri, al significato di questa notizia.
Alfine dunque credo che Oslo ospiti, oltre all’amico Dan (fine singlespeeder Svedese in trasferta permanente in terra di Norvegia) parecchi uomini illuminati, uomini che hanno voluto premiare un uomo ma ancor più una nazione, la speranza è che questo premio rafforzi un impegno già preso che deve continuare e rafforzarsi nel tempo.
Il team è con loro, aldilà e aldiquà dell’oceano che li divide.

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